La doppia vita della Panda spagnola

40 anni fa la SEAT Panda divenne Marbella.

Quaranta anni fa, dopo la fine dell’accordo di collaborazione FIAT-SEAT, la Casa spagnola, sostituì la SEAT Panda (codice 141A), versione iberica della famosa utilitaria italiana progettata da Giorgietto #Giugiaro, con la Marbella che ne riprendeva i motori e la linea generale, con un restyling fatto in modo da non infrangere le regole del copyright. Le modifiche essenziali si ebbero nel frontale, nei fari posteriori e negli interni.

All’epoca la Marbella riscosse un buon successo di pubblico in tutta Europa, sia nelle sue versioni di base che nelle numerose versioni speciali prodotte. Così come la Panda, la Marbella deve il suo successo proprio alla spartanità, a tratti anche maggiore rispetto a quella della cugina italiana (profondamente aggiornata dal 1986) ed alcune lievi differenze che, per certi versi, la rendevano anche più pratica e robusta della Panda. La sua essenzialità le permetteva di essere venduta a un prezzo molto basso ed invitante per chi voleva una macchina da città economica.

Rispetto alla Panda, la Marbella ebbe fin dall’inizio i rivestimenti integrali delle porte anteriori, mentre la prima aveva esclusivamente il rivestimento nella parte alta e lamiera a vista in quella inferiore. Dal 1990, anche i passaruota posteriori furono rivestiti. Al contrario, le versioni più essenziali della Marbella non disponevano di hazard, retrovisore regolabile dall’interno e tergilunotto. La Marbella montava le balestre al retrotreno, come la Panda prima serie.

Fino al 1992 la Marbella fu disponibile con due motorizzazioni a benzina: un 4 cilindri di 843 cc e 34 CV ed uno di 903 cc e 39 CV che le permetteva di raggiungere velocità nell’ordine dei 135 km/h. La Marbella 850 disponeva di un cambio a 4 velocità, mentre la Marbella 903 era equipaggiata, a seconda delle versioni, con cambio a 4 o 5 rapporti.

La produzione della piccola di casa SEAT cessò nell’Estate 1998, lasciando spazio alla nuova SEAT Arosa, decisamente meno spartana e realizzata insieme alla Volkswagen e gemella della Lupo di cui condivideva pianale e meccanica.

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